mercoledì 11 maggio 2011

Catania, dieci cose da fare (e da non fare)

Tanti visitano questo blog in cerca di dritte sui loro prossimi viaggi. Finora mi sono soffermata su città e nazioni che ho visitato, questo post è invece dedicato alla città in cui vivo: Catania. Non è semplice analizzarla con gli occhi dello straniero, fornirne una visione distaccata di chi capita qui per la prima volta, ma mi sforzerò di mettere in risalto pregi e difetti di  questa città conosciuta solo di striscio dai turisti che arrivano a frotte all'aeroporto Fontanarossa (il quinto in Italia per traffico di passeggeri) ma spesso ne stanno alla larga.

Il barocco di via Crociferi/
foto Andrea Rapisarda
1. Il barocco. E' la peculiarità di Catania, lo stile architettonico pomposo che adorna chiese, palazzi pubblici e residenze private tanto da meritare la tutela dell'Unesco come patrimonio mondiale dell'umanità. Imperdibile è via Crociferi dove il barocco è nella sua massima espressione.  Da qui si può proseguire lungo la salita di via Sangiuliano per raggiungere il Monastero dei Benedettini ed ammirarne i chiostri e le cucine con un'apposita visita guidata. E' d'obbligo anche una tappa al Duomo recentemente sottoposto a un'operazione di restauro che ha messo in risalto lo splendore dei suoi marmi e dei suoi fregi. All'interno è custodito il fercolo di Sant'Agata, Patrona della città a cui è dedicata una grandiosa festa nei giorni a cavallo del 5 febbraio.

Piazza Duomo e il suo elefantino
2. Una passeggiata in via Etnea. Ricordate il Bell'Antonio? Marcello Mastroianni in bianco e nero cammina amabilmente sulle basole di pietra lavica che lastricano via Etnea, un tempo il salotto buono della città. Oggi via Etnea è diventata un paradiso dello shopping a basso costo e di qualità il più delle volte non eccelsa. Ma bisogna venire qui per incontrare la Catania più genuina. Si parte da piazza Duomo con l'obelisco sormontato dall'elefantino che è il simbolo di Catania e si prosegue per piazza Università col palazzo che ospita il Rettorato, poi si passa davanti alla basilica della Collegiata e alla chiesa di San Biagio che si affaccia sulle rovine della Catania vecchia sepolte dalle nuove edificazioni. Infine ci si può concedere un po' di riposo in mezzo al verde del Giardino Bellini. 

Una bancarella
vicino a piazza Carlo Alberto
3. I mercati. Non c'è nulla di più pittoresco di un giro per i mercati catanesi. Quello di piazza Carlo Alberto, a fera o luni (la fiera del lunedì anche se ormai si tiene tutti i giorni), raccoglie le più svariate categorie merceologiche e attira i visitatori per la fantasia con cui i venditori reclamizzano la loro merce. Percorrendo le stradine tracciate dalle bancarelle a mo' di labirinto, si può trovare davvero di tutto, anche parecchia merce contraffatta o di origine sospetta. Ancora più folcoristico è il mercato del pesce, la Pescheria, che sorge a due passi da piazza Duomo, sotto la fontana dell'Amenano (fontana a linzolo perché l'acqua sembra scorrere come se fosse un lenzuolo). Colori, odori e suoni ne faranno un'esperienza unica.

L'Etna in attività
4. L'Etna. Che ci si organizzi autonomamente o ci si affidi a un tour chiavi in mano l'Etna è una tappa obbligata per chiunque si rechi a Catania: non per niente, in zona, è la prima attrazione per gradimento su Tripadvisor. Se si preferisce muoversi in modo indipendente si può arrivare al rifugio Sapienza, a 1900 metri di altitudine, seguendo le indicazioni Etna Sud, e poi approfittare di un passaggio sulla Funivia dell'Etna, ricostruita dopo l'ultima disastrosa eruzione del 2001. E' previsto uno spostamento in cabina fino a quota 2500, seguito da un trasferimento su speciali fuoristrada per raggiungere le zone dei crateri in compagnia di guide esperte del vulcano e della sua storia. L'alternativa è partire direttamente da Catania con un tour. Ho letto ad esempio ottime recensioni su Etna Experience, un'agenzia che organizza diverse tipologie di visite guidate, ma ce ne sono tante altre (inviate pure le vostre segnalazioni, sarò lieta di inserirle sul blog). Quindi a voi la scelta!

5. Il mare. Catania è una città affacciata sul mare sebbene le sue potenzialità non siano pienamente sfruttate. Non esiste ad esempio un lungomare vivibile anche per i pedoni, se si eccettua il troncone che va da piazza Europa a piazza Mancini Battaglia. Per chi ama la vita da spiaggia e non è particolarmente esigente in fatto di qualità dell'acqua trascorrere una giornata alla Playa può rivelarsi una scelta azzeccata.
La Playa di Catania/Foto blogcatania.it
E' la spiaggia catanese per antonomasia con un susseguirsi di stabilimenti balneari trasformati in piccoli villaggi turistici in grado di offrire giochi, animazione, fitness, parrucchiere e tutto ciò che si desidera per il proprio relax. Per un aggiornamento sulle condizioni della Playa vedi anche questo post del 2011. Chi invece preferisce immergersi in acque limpide farebbe bene a spostarsi. La cosa migliore sarebbe prendere un'auto e dirigersi verso la provincia di Siracusa, da Avola a Portopalo, con le spiagge di sabbia bianca che ricordano un po' i Caraibi, ma se non si ha molto tempo a disposizione la zona della Scogliera può essere un'alternativa piacevole e sicuramente un'opzione suggestiva: non capita tutti i giorni di fare il bagno circondati da rocce di origine lavica che ricordano millenni di eruzioni.

6. I borghi marinari. A un tiro di schioppo dalla città sorgono Aci Castello e Aci Trezza, due borgi marinari dall'atmosfera decisamente caratteristica. Ad Aci Trezza, in particolare, se si chiudono gli occhi si può respirare la stessa aria che impregna le pagine dei Malavoglia di Giovanni Verga, si può immaginare la Casa del nespolo di padron 'Ntoni e la Provvidenza carica di lupini che lotta contro la furia delle onde all'ombra dei Faraglioni. Un luogo ideale per gli appassionati di fotografia. Anche a Catania città sopravvive un'enclave di pescatori, a Ognina, mentre quella che un tempo si trovava a San Giovanni Li Cuti  ha lasciato spazio a simpatici ristoranti alla moda frequentati soprattutto la sera (Andrew's Faro e Cutilisci i più gettonati).

7. Mangiare. La gastronomia catanese è eccellente. Chiunque sia passato da queste parti conserva il ricordo dell'arancino gustato in via Etnea o della granita con brioche assaporata anche in inverno nei bar del centro. Da non perdere: gli arancini, of course, di tutti i gusti (ragù, pistacchio, agli spinaci, al burro, con le melanzane e con tutto ciò che la fantasia siciliana riesce a concepire) e comunque la tavola calda in generale costituiscono un esempio di fast food alla siciliana; le granite sono tra le più buone dell'isola. Tipicamente catanese è la tradizione della carne di cavallo, anche se a molti può suscitare repulsione. Per gustare questo tipo di prelibatezza bisogna andare necessariamente nel ventre del centro storico. Via Plebiscito, all'Antico Corso, è il regno delle putie specializzate in carne equina. A quelle storiche ed essenziali negli ultimi tempi se ne sono aggiunte tante altre che assecondano pure i gusti dei clienti meno spartani. Quando vi trovate in via Plebiscito evitate comunque di inoltrarvi nelle viuzze che intersecano il corso principale: seppure pittoresche non sempre sono il massimo della sicurezza soprattutto per chi non è un indigeno.

La scalinata del Nievsky, il primo pub di Catania
8. La movida. Negli anni Novanta Catania provò a scrollarsi di dosso l'etichetta della mafiosità e aprì le sue porte alla vita notturna: nel centro storico fiorì una miriade di locali, ristoranti, pub (l'atesignano fu il Nievsky della Scalina Alessi, vicino a via Crociferi, ancora apprezzatissimo dai suoi aficionados) e in molti di questi si suonava musica dal vivo. Non a caso erano gli anni in cui il capoluogo etneo si distingueva come fucina di talenti, "la piccola Seattle d'Italia" come racconta il pluripremiato documentario di Marco Pirrello, grazie anche alla lungimiranza e alla passione del produttore Francesco Checco Virlinzi, fondatore della Cyclope records. Oggi il centro storico, per intenderci la zona che circonda il teatro Massimo Bellini,  è ben altra cosa. Il movimento c'è sempre ma è cambiata la fascia anagrafica dei frequentatori (giovanissimi, ben al di sotto dei 18 anni) e l'offerta di servizi con locali che servono da bere alcolici (shot) a poco prezzo. Se non si hanno più 14 anni meglio stare alla larga. Eppure la città continua a pulsare di vita propria, solo distribuita diversamente. Per sapere dove andare può essere utile consultare Lapis, un "foglio" distribuito gratuitamente che raccoglie eventi e manifestazioni in corso a Catania.
9.Shopping. Dei mercati abbiamo già detto, ma Catania è una città che ha il commercio nel cuore. Per chi non vuole spendere molto l'indirizzo di via Etnea e via Umberto è sicuramente il più adatto a soddisfare le esigenze. Per chi invece è alla ricerca di uno shopping più raffinato meglio optare per corso Italia, nell'area di via Monfalcone e piazza Europa, dove si trovano le boutique delle griffe più alla moda.
10. Viaggiate sicuri. La questione sicurezza in primo piano, ma non lasciatevi allarmare da racconti disastrosi: nella maggior parte dei casi basta usare un po' di buonsenso. Tenete d'occhio borsa e zaini nelle zone più affollate, ma restate allerta anche in quelle più in. E' una precauzione che, a Catania come altrove, può risparmiare spiacevoli contrattempi. Se viaggiate in auto vivrete l'esperienza di una guida "alternativa" in cui il codice della strada viene modellato a seconda delle esigenze del conducente di turno: armatevi di un po' di incoscienza e lanciatevi negli ingorghi. Mettete sempre le sicure e fate attenzione a non perdervi percorrendo la strada che da Catania centro conduce all'aeroporto: meglio imboccare l'asse dei servizi anziché addentrarsi in quartieri poco raccomandabili.
Ma soprattutto godetevi l'aria di Catania, la sua indolenza, la vitalità di chi la abita, e assaporatene il gusto agrodolce senza lasciarvi condizionare dagli stereotipi.  
P.S. Dimenticavo di segnalarvi una bella visita al Museo dello Sbarco: emozionante ed educativo!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...